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2/24/25

Diario di una Cassiera Disagiata #24

Momenti di ordinaria pazzia


Episodio 1

Scena: Sono alle casse automatiche ad aiutare i clienti con i loro acquisti.
Cliente Tizio si approccia alle casse, c'è coda, così gli consiglio

Io: "Signore venga pure qui sulle automatiche, la aiuto io"
Cliente: "No, no! Io voglio il contatto umano"
E se ne và.
Chiudo le casse automatiche.
Cliente fuggito in precedenza: "Ma le casse automatiche si possono usare?"

Io Boh....


Episodio 2

Scena: Sto spazzando il negozio con indosso la mia solita divisa da lavoro.

Cliente: "Scusi, lei lavora qui?"

Questa si commenta da sola...


Episodio 3

Scena: Io ed una mia collega stiamo movimentando della merce, occupando la corsia. Cliente si avvicina di soppiatto.

Io: "Le conviene fare il giro perché stiamo un attimo occupando lo spazio"
Cliente: "Tranquille, devo solo prendere due cose"
E si infila in mezzo al mucchio di roba rischiando di cadere.




A volte mi domando se effettivamente parlo una lingua conosciuta all'uomo.


Episodio 4

Scena: Sono in cassa a battere la spesa ad un Cliente. Ho mal di gola, per cui non ho voce.

Io (con un filo di voce): "Sono 16,45"
Cliente: " Come scusi?"
Io (sforzando di più la voce inesistente): "Sono 16,45"
Cliente: "Non ho sentito"
Io (oramai cercando di urlare): "SONO 16,45"
Cliente con tono scontroso: "E mamma mia non c'è mica bisogno di urlare!"

Respira...respira...non puoi impazzire...


Episodio 5

Scena: Cliente si avvicina mentre metto apposto della merce.

Cliente: "Scusi dove posso trovare questo oggetto?" e mi porge un volantino.
Lo osservo un attimo confusa.
Io: "Guardi che ha sbagliato negozio"
Cliente: "No no, mi hanno detto di venire qui! Vede, devo comprare questo"
Io: "Ho capito. Ma quello è il volantino di un'altro negozio."
Lui guarda il volantino, capisce l'errore, si gira e fugge via.


Ho riso per venti minuti filati!


Ogni tanto succedono anche cose divertenti! 


11/11/24

Diario di una Cassiera Disagiate #23


Avete presente quel momento in cui vi alzate la mattina e pensate ' Che bello non si va al lavoro!'?
Io no.
Perché una cassiera lavora anche nei festivi.
Lavora sabato e domenica, con la pioggia e con il sole, e deve sempre essere sorridente.
Quello che non sapete è che dietro il sorriso che siamo costrette ad indossare c'è un genuino stupore verso il genere umano, ed in molti casi un istinto omicida represso.
Non perché lavoriamo spesso su turnazioni, e neanche perché ci tocca lavorare tutte le feste.
Ma perché lavoriamo con il regno animale nella sua forma più grezza.
Se un cliente ti ringrazia e ti saluta, ci rimani talmente male, che passi la giornata a chiederti se sia di un altro pianeta.
Se un cliente è gentile con te, ti domandi se sotto sotto è perché sta cercando di avere qualche sconto in

più.
Insomma, quel piccolo, ristretto, e quasi inesistente gruppo di persone gentili c'è ancora a questo mondo, ma sono perle talmente rare che quando le trovi non le riconosci.
Oppure è più semplice venire a scoprire che anche loro in qualche modo hanno a che fare con la razza umana e allora legate come foste amici da vent'anni.
E questo provoca disagio nel cliente medio, che si sente scartato come la caramella che ha rubato dal suo pacchetto aperto nel carrello e che ti passa con noncuranza, facendo poi cadere tutte le caramelle
sul nastro, e bloccando mezza coda.
E li vedi rosicare perché vorrebbero anche loro far parte della conversazione, si intrufolano anche spesso nel discorso, magari con qualche battuta stupida che non fa altro che innervosire la povera commessa già stenuata.
La razza umana è così difficile da accontentare.
Se una cosa è scontata non va bene perché doveva esserlo quell'altra.
Se si sposta un prodotto non va bene perché poi non lo trovano più (in realtà non hanno solamente voglia di cercarlo).
Se chiedono un’informazione e non rispondi subito perché stai lavorando non va bene, perché li hai fatti aspettare.
Se non sai rispondere alle loro domande assurde della serie "In questo Yogurt c'è lo zucchero?" o "Lo
strutto c'è in tutti i prodotti?" e ancora " Perché non avete più roba vegana?" non va bene, perché devi essere onnisciente.
Se apri cassa non va bene.
Se chiudi cassa non va bene.
Se vai in pausa, per carità divina fuggi, oppure passerai il tuo tempo assillata da domande e ti ritroverai a mangiare disperata tra gli scaffali.
Insomma, non vai bene.
Eppure, tornano sempre, nonostante per loro tu sia sbagliata o incapace, sono sempre li.
E tu puntualmente ti stampi un sorriso di circostanza addosso e cominci il tuo turno di lavoro, sperando che in quella marea umana, almeno qualcuno sia dalla tua parte.
E quando succede, ci manca poco che gli offri da bere e lo fai accomodare vicino a te per scambiarsi i propri disagi.
E quanta santa pazienza dobbiamo avere ogni volta.
Perché la frase "Il cliente ha sempre ragione" oramai non si applica più, e noi piccoli disagi ambulanti, siamo esauriti come pochi.
Se provate a chiedere ad una cassiera se fosse così anche prima di cominciare a lavorare con il pubblico, sappiate che la risposta è sempre la stessa.
"No, prima ero più allegra e solare. Ora vorrei fare l'eremita."
Ma non temete, arriverà il giorno in cui noi saremo i clienti e loro i lavoratori, e sarà il giorno più bello di sempre!
Perché si sa, una cassiera non dimentica mai.
A meno che non siate come me.
Io manco mi ricordo che ho mangiato per cena, figuriamoci la faccia di tutti i clienti che vedo!

 

 

                                                                            Quanta pazienza ci vuole XD

6/27/24

Diario di una Cassiera Disagiata #22

 La vita di una cassiera è una giostra di emozioni.
Un minuto prima va tutto bene, quello dopo stai piangendo in aramaico perchè la tua cassa non funziona.
Che meraviglia.
Se poi ci aggiungiamo la trovata dei cartelli elettronici, che ora vigono in qualsiasi supermercato, la gioia viene maggiorata.
Perchè prima almeno, li si cambiava noi i cartelli durante la fine tra una settinama e l'inizio dell'altra, ora non più.
Per cui trovate cassiere spaesate il lunedì mattina, che cercano di raccapezzolarsi con il cambio prezzi e offerte nuovi, quando finalmente avevano appena finito di memorizzare quelli della settimana precedente.
Ma non finisce di certo qui.
Perchè se noi giriamo come anime piè in purgatorio, sperando di esser fucilate a caso da un passante, i nostri adorati clienti, sempre pronti a instaurare un qualsiasi tipo di contatto umano, ci si avvicinano e cominciano a bombardarci di domande, specialmente sui prodotti in offerta che loro bramano come una lucertola brama il sole in questoo periodo al Nord Italia.
Ma l'ignaro, che ovviamente ha memorizzato il volantino così bene, da sapere addirittura a che pagina
puoi trovare, lo yougurt magro con zucchero di canna senza OGM con pezzetti di mandore selezionate
da agricoltura sostenibile in boccetta biodegradabile senza conservanti e con probiotici vivi che ti si muovono nello stomaco.
No, dovete leggerlo senza virgole!!!!
Lui, non sa che in realtà, voi non avete neanche la minima idea che fosse arrivato quel prodotto li, e l'unica tattica, in quel momento, per far finta di saper effettivamente di cosa state parlando, e non sperare che lui retroceda in silenzio e sparisca nella nebbia, è quella di sorride ed annuine, e spararlo convintamente dalle offerte, incrociando le dita nella speranza che il benedetto yougurt sia li, e far poi un bel dileguossi.
Lo stalker ovviamente non molla se non trova il prodotto.
I più agressivi sono capaci di seguirti fin in magazzino pur di verificare se è vero ciò che dici.
I migliori, però, restano loro, i perseveranti.
Questo speciale tipo di cliente, si crede subdolo, non essedo però neanche in grado di riconoscere quale sia la prima corsia e quale la terza, ma con grande perseveranza, segue la sua missione più grande: ottenere ogni offerta e sconto.
Manco fosse un sei al superenalotto.
Ma di questi giorni, si può anche capire, per carità.
Ma se mi chiedi se è arrivato il latte in offerta, ed io ti rispondo di NO perchè NON l'hanno mandato dal MAGAZZINO, mi spiegate come questa risposta
non possa essere chiara??!!
Perchè il persistente, non ti crede, e quindi passa alla sua prossima vittima, ovvero la tua collega, ed ecco li che spunta la stessa domanda, a cui lei ovviamente risponde alla stessa maniera.
Ma lui non si spaventa, e ci prova, e riprova, e straprova, finchè non ha chiesto pure alla guardia, e quando alla fine, arrivato in cassa, pone la stessa fatidica domanda anche all'ultima ragazza, ricevendo l'ennesima delusione, li se ne sbotta:
" Però se doveva uscire oggi, deve esserci" e borbottando come una teiera, esce ciondolando.


A queste care persone, vorrei dire, che non ci imboschiamo la roba in magazzino per non venderla, ma qunado NON C'è è perchè NON è ARRIVATA!!!!!!!!!! Se no saremmo felici di esporla e non tapparci il magazzino con mucchi di prodotti che vanno in realtà in area vendita, visto che in magazzino noi
lavoriamo! 
Ma che dire, tanto non ci crederanno mai, i perseveranti almeno.




Forse il giorno che vedranno l'intero del magazzino non ne vedranno poi l'esterno...che ne dite?😜
 

10/10/21

Diario Di una Cassiera Disagiata #21


Pillole di Vita di Una cassiera

Scena: sei in cassa e stai battendo la spesa ad un signore.

"Buongiorno, vuole un sacchetto?"
"..."
Silenzio tombale.
"Sono 25,40" 
Ti paga.
Ma poi...
"Signorina me lo da un sacchetto?"
"Certo sono 10 centesimi" 
"Allora no se lo può tenere"


Manco gli avessi chiesto di donarti un rene...

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Scena: Sei in corsia ed un cliente ti si avvicina.

"Signorina mi scusi un'informazione"
"Certo mi dica!"
"Ho visto che escono dei mobili, ma la misura di quello che arriva è troppo grande, e a me servirebbe più piccolo, c'è la possibilità di ordinarlo più piccolo?"
"....No, arrivano ovviamente già con le misure che ha visto lei..."
"Ok allora grazie!"

....Quando non sapevi di lavorare da Ikea...

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Scena: Sei dal reparto frutta e verdura e un cliente ti approccia.

"Signorina salve, posso chiederle?"
"Assolutamente"
"Stavo cercando questo prodotto che va in offerta questa settimana, ma non lo trovo."
Ti dice il nome del prodotto.
"Guardi provi in terza corsia"
Va alla ricerca.
Ti placca qualche minuto dopo, munito di volantino accuratamente estratto dalla tasta.
"Non c'è, ma vede, usciva! Ho anche portato il volantino apposta."
"Ha controllato bene la data d'uscita?"
"Si"
Apri tu il volantino.
"....Signore, questo volantino è di un mese fa...."
"ah..."
Prende il largo sconsolato.

E tu ti congratuli con te stessa per non avregli riso in faccia....

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Scena: Sei al reparto pane a preparare per cucinare.

"Signorina ma quel prodotto li che non c'è lo prepara?"
"Si, ma purtroppo ci vorrà almeno mezz'oretta mi spiace"
"Ah brava, molto brava."
E se ne va stizzito.

E tu rimani li basita, chiendedoti se il dono dell'intelligenza sia opzionale nel genere umano o esista anche di serie.

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Scena: Sei in magazzino ma vieni chiamata in cassa, ed esci da li per avviarti a passo svelto.

Primo cliente.
"Signorina le uova?"
"Penultima corsia"
Secondo cliente.
"Signorina il lievito?"
"Prima corsia"
Terzo cliente.
"Signorina il latte?"
"Frigo piccolo"
Quarto cliente.
"Scusi ma dov'è l'olio?"
"Terza corsia"
Quinto cliente.
"Lei lavora qui?"
Continui per la tua strada, ignorando la domanda stupida.
Sesta cliente.
"Signorina mi prende il limone in boccetta per favore?"
Ti arrampichi a raccattare il prodotto e lo consegni alla cliente che ti guarda come fossi una caramella ripiena di miele.
Finalmente arrivi in cassa dopo neanche due minuti.
"Era ora! La stavamo dando per dispersa!" 
Esclama il primo cliente in coda.
Totale della sua spesa: 3,75 euro.
Prodotti: Due birre e una bottiglia di vino.

....E tu respiri profondamente cercando di non tirare testate contro la cassa, perchè già sai che sarà un turno lungo.

___________  _________________

Per cui ricordate, dietro ogni cassiera con un sorriso omicida, c'è un'esaurimento nervoso precariamente tenuto a bada....

 

10/05/21

Diario Di Una Cassiera Disagiata - #20


I giorni di pioggia, sono imprevedibili.
Specialmete se sei una cassiera.
Perchè le situazioni in cui puoi ritrovarti sono due:
1° Essere trasportata nel deserto dei Tartari.
2° Essere intrappolata su d'un treno Giapponese nell'ora di punta.
Ovviamente la prima opzione, è la gioia scesa in terra.
Pace e silenzio, alternate solo dalle stupide canzoni alla radio, che però puoi cantare a squarciagola, senza rischiare che ti guardino male solo perchè cerchi di essere allegra mentre loro sono morti dentro.
Una felicità talmente squassante, che Niles che balla in giro è nulla in confronto a te.
Ma poi, dal nulla, subentra la seconda opzione, ed è li che cominci a sperare che il diluvio universale ti

colpisca, e tu possa rimanere schiacciata da un ramo, pur di non dover affrontare quello che sta per accadere.
Perchè non solo lo spazio intorno a te si dimezzerà talmente tanto, che potresti effettuare una pulizia dei denti al cliente che ti sta gentilmente alitando in faccia, ma anche perchè finirai magicamente in un asilo abusivo al chiuso senza saperlo.

E li comincierà lo spasso.
Dal cliente che grondando acqua anche dal cappello impermeabile, ti chiederà immancabilmente dove trovare il latte, alla mamma disperata che entra in negozio liberando i figli come al parco, pur di avere cinque minuti di pace.
E li, inizierà la lotta alla sopravvivenza.
Clienti assatanati che ti assalteranno con mille domande al secondo, VS. clienti che ti spingeranno pur di passare e arrivare per primi al cartone di uova scontato di ben dieci centesimi, per poterne comprare diciassette pacchi.
E tu pazientemente, cerchi di districarti tra il mare di clienti, carrelli, bambini urlanti e insulti che senti tirarsi tra loro.
Perchè ebbene sì. 
Sono anche i giorni in cui sono capaci di accapigliarsi tra loro.
E mentre due vecchietti bisticciano sopra una confezione di brioches su chi abbia la precedenza per passare in corsia, tu fuggi in magazzino, sperando di avere un momento di lucidità e solitudine.
Che verrà prontamente sventato, dalla solita cliente puntigliosa, che non credendo alle parole delle altre povere disgraziate come te che sono disperse per quello che al momento si è trasformato nell'inferno in terra, si insinuerà la dove nessun cliente dovrebbe, pur di chiederti:

"Signorina ma i prodotti che devono uscire domani?"
....

"...Arrivano domani."
....
"Ah perchè credevo di trovarli già oggi."

Ma se escono domani.....

....E la tua sanità si disgrega sempre più.


                                                      


                                     ......Poi vi chiedete perchè siamo sempre esaurite.... 

4/04/21

Diario Di Una Cassiera Disagiata #19 - Easter Edition



"Arrivederci, e Auguri!"
"Buone Feste"
"Salve e Buona Pasqua"

Queste sono le frasi che una cassiera, pronuncia di più durante i periodi festivi, senza ricevere un augurio in cambio, tranne che da qualche sparuto coraggioso, che riesce a strapparle un sorriso, e che sarà subito innalzato come cliente preferito da lei e le sue colleghe.
Ma non potrebbero essere frasi più finte, più di circostanza, e meno sentite del globo.
Perché per noi non è festa.
Per noi che oggi, siamo dietro i banconi a servire.
Noi che oggi, arriveremo in ritardo per pranzo, oppure saremo costretti a ingozzarci, per arrivare in

orario in negozio.
Noi che siamo costretti ad indossare una machera, per non insultare ogni persona che osa pure fare gli auguri, quando potrebbe benissimo essere a casa con la propria famiglia, come vorresti fare tu.
Noi che, in cassa, ci sentiamo anche domandare se domani saremo aperti, quando tu potresti comprare oggi, o addirittura ieri, quello che ti serviva da mangiare.
Noi che sopportiamo stoicamente, nonostante ci sentiamo defraudati del nostro diritto di poter passare le feste in famiglia, per quanto la pandemia possa

permettere.
Noi che siamo considerati al pari di meri numeri, come daltronde i ogni luogo di lavoro, ma che cerchiamo di farcene una ragione, perché in qualche modo, si deve pur mangiare.
Ed è proprio a loro/noi, che voglio porgere i miei più veri e sentiti auguri, oltre a tutti coloro che oggi, ci stanno proteggendo, oppure sono in corsia a salvare la vita di un sacco di persone, sconsiderate o meno. 
A tutti i mei colleghi e colleghe, che in questo momento stanno battendo una spesa, tagliando un salume, riordinando uno scaffale, mantendono la calma di fronte a delle domande idiote, per evitare di urlare in faccia ad un cliente che,

badate bene, è venuto a comprare anche ieri.
Ma anche a coloro che oggi sono a far appostamenti per controllare che la gente rispetti i divieti, e coloro che controllano che i macchinari nelle sale di rianimazione diano segnali positivi e non negativi.
Per cui, tantissimi Auguri di Buona Pasqua colleghie e colleghe lavoratori, fortunatamente queste feste passeranno molto in fretta, e potremo così tornare ad essere gioviali e ad assiste alle faccende più strambe a cui assistiamo ogni giorno.


                                             Tantissi Auguri Di Buona Pasqua a Tutti💓




 


3/29/21

Diario Di Una Cassiera Disagiata #18

Avete presente quelle mattine, in cui vi svegliate allegri e pieni di vita, con un'enorme voglia di fare mille cose?
Una cassiera no.
Perché lei sa, che ogni nuovo giorno della settimana è una sfida.
Sa che dovrà correre più delle altre cassiere, per non soccombere.
Specialmente...con il cambio delle offerte.
Lei sa, che dovrà studiare bene ogni nuovo prodotto, girare per le corsie come un Ninja memorizzando

la nuova merce esposta, e dovrà essere svelta nel caricarle.
Perché l'orda è in agguato.
Fremono fuori dall'ingresso, lustrando i carrelli truccati con ruote antiblocco per sfrecciare più veloci, analizzano gli avversari cercando di capire cosa compreranno, e inforcando i loro occhiali a fondo di bottiglia a raggi gamma, per individuare più celermente le loro prede prefissate, imparando a memoria l'articolo, il prezzo, il codice, la forma, il codice a barre, e la sfumatura di colore se vira più all'amaranto o al borgogna.
Una cassiera lo sa, che dovrà aprire le porte scostandosi il più velocemente possibile, per non farsi portare via anche lei, con tanto di cartello prezzo e sconto annesso.

è testimone della battaglia a colpi di liste della spesa, a chi si aggiudica l'ultimo pezzo di carne scontata, mentre lo state addirittura ancora prezzando.
Vive sulla propria pelle, le discussioni entusiaste dei predatori di offerte, che in cassa si vantano di aver finalmente messo le mani sulla preziosa lattuga di ben 10 centesimi di risparmio, intascandosi la vittoria, contro lo sfidante che ha mancato quel traguardo, ma che prontamente controbatte, con il pacchetto di patatine su cui ha risparmiato 50 centesimi, mandando allora K.O. l'avversario.
Il bello però, arriva in pomeriggio.
Quando l'ignara cassiera, che arriva al cambio, speranzosa di non dover assistere alla ressa mattutina, viene messa di fronte alla dura verità: Gli articoli in offerta sono terminati.
E li, saprà già, che la giornata si prospetta un vero e proprio girone dell'inferno.

Perché quando mancano le offerte...Si salvi chi può! 
Selvaggio West, non ti temiamo.
Gazzella, oramai abbiamo imparato a correre veloce quanto te.
La nostra sopravvivenza, in quei turni è appesa a un'unica domanda:


"Mi scusi, ma la passata di pomodoro in 3X2 vi ri arriva?"
"Si signora, al massimo domani"
"Meno male! Perché per il prezzo che ha, volevo prenderne almeno 36 bottiglie. Sa, così faccio scorta."

 
E ti osserva sprezzante, cercando di leggere nella tua mente, scrutando la tua anima, analizzando le tue reazioni, fino al minuscolo rivolo di sudore che ti scorre in fronte, pur di capire se stai mentendo.
Tu sorridi di circostanza, e speri come un bambino che si è strafogato di caramelle lasciando i cadaveri in giro, che lei non capisca il tuo Bluff.

Perché non essendo onnisciente, non puoi sapere se arriverà o meno la stramaledetta passata, e immaginando nitidamente, il bagno di sangue che scoppierà l'indomani se i predatori dell'offerta perduta non avranno possibilità di metterci le mani sopra.


                                                                


...Mai una gioia con le offerte... 

 

3/24/21

Diario Di Una Cassiera Disagiata #17


Lo stress.
è ciò di cui è composta una commessa.
il 60% di acqua e il 40% di stress.
E non potete neanche cominciare a comprendere, l'ammontare quotidiano a cui sale, ogni volta che mettiamo piede in negozio.
Specialmente in questo periodo.
Perché se inizialmente, il panico generale, obbligava i clienti a rendersi un pelo più umani, grazie alla paura che riuscivano a provare, sotto la moltitudine di strati di menesfreghismo verso noi commesse, ora, è ancora peggio.
Perché prima, dovevi litigare con clienti che non rispettavano la coda, o compravano la merce non in offereta insistendo che fosse quella del volantino.

Ora, a tutto questo che di certo non ci manca, si è anche aggiunta la gioia del dovergli urlare di tenere alte le mascherine, di mantenere il distanziamento, di non attaccarsi come cozze allo scoglio tutti in una singola corsia.
Ma secondo voi ci ascoltano?
No ovviamente.
Per cui inutile dire, che la vagonata di stress a cui siamo sottoposti noi prescelti che, abbiamo la gioia non voluta di lavorare a contatto con il pubblico, sia triplicata esponenzialmente, tanto da farci rifuggire il contatto umano totalmente.

Le risposte più belle poi, vengono da coloro che probabilmente, sono caduti da piccoli o non gliene importa proprio nulla degli altri, e sono tra l'altro gli stessi, che vedi entrare tranquilli, con la mascherina sotto il naso, oppure con aggeggi che tutto sono tranne mascherine.
Ora, io dico, non stai venendo a correre la 5K di New York, nè ti stai chiudendo qui dentro come noi 6-7-8 ore.
Sei semplicemente entrato a comprare l'insalata scontata che prendi ogni santo giorno.
Qunato diamine ti costa, tenere bene quella maledetta mascherina per soli 10 minuti? 
Ma nulla.
E se hai anche il coraggio di farglielo notare, bè li si che ne partono delle belle.

"Signore la mascherina sul naso"
"Eh ma io non respiro"
"Ma ho una patologia"
"L'importante è che copre la bocca"
"E che sarà mai l'ho solo abbassata"
E così via.
Come se invece, noi ci divertissimo a stare tutte quelle ore mascherate, avendo a che fare con personaggi irresponsabili che non solo mettono in pericolo se stessi ma anche gli altri.
Tatnto noi siamo solo numeri, no?
Anche se i vincitori indiscussi, sono quelli che entrano senza.
è oramai un anno e passa che viviamo inbavagliati, come puoi anche solo dimenticartene visto che non ci puoi neanche uscirci di casa?!

Una menzione ad onorem però, va per una nuova risposta che batte tutte le altre:

Un cliente entra senza mascherina.
Il collega lo blocca e lo redarguisce.
"Capo la mascherina"
Risposta:
"Ma io sono Vaccinato".

....

E qui, chiudo.


                                         ...Dovrebbero pagarci delle sedute di Yoga altro che.

4/17/20

Diario Di Una Cassiera Disagiata #16

La Noia.
Di certo non è contemplata nel nostro lavoro, ed è l'unica emozione che certamente non proviamo in negozio ogni giorno!
A volte sembra quasi di andare all'avventura XD
Ci sono mattine in cui ti svegli, tranquilla che sarà una giornta come le altre, ma poi entri in negozio e magicamente tutto cambia!
Inciampi su un muletto, manca una collega, si rompe una cassa, ti casca addosso un collo di biscotti, trovi uno gnomo sotto un bancale...
Insomma la vita è piena di sorprese per una cassiera!
Come quando, un pomeriggio di cassa, va via la luce per il brutto tempo, ma le casse continuano a funzionare, e tu ti ritrovi a battere la spesa al buio, ridendo come una matta perchè i clienti continuano ad entrare e uscire come se nulla fosse, oppure usano il cellulare per cercare i prodotti, tranquilli come se fossero a passseggio lungo il corso!
Oppure come la mattina in cui fate le prove antincendio ed i clienti, al posto che seguire le istruzioni continuano a chiederti dove sono le uova u.u
Sempre molto svegli ovviamente XD
Ma a volte sono anche loro che contribuiscono a rendere una giornata ancora più divertente.
Come quando li vedi gareggiare per le corsie per chi arriva per primo a certi prodotti, oppure quando sbagliano pronuncia di alcuni alimenti, oppure quando litigano.
Quelli si che sono i momenti più belli.💓
Da fare i pop corn, poggiare i piedi sulla cassa e goderti lo
spettacolo, perchè ci danno dentro davvero di brutto quando ci si mettono, specialmente se l'accusato ha saltato la fila o cerca di fare il furbo.
Sono davvero le scenette migliori!
Quasi quasi ti dispiace quando poi escono con la spesa, insultandosi ancora a vicenda.
Ma tu sai già che ti basterà attendere il prossimo turno per farti quattro risate, specialmente in compagnia delle giuste colleghe/i!


Che banda di Disgraziati siamo?XD


4/04/20

Diario Di una Cassiera Disagiata #15

Essere una cassiera è uno stile di vita.
Perchè rimani cassiera anche se sei fuori turno, grazie hai magnifici tic e alle ossessioni che sviluppi.
Come quando per esempio, vai a fare la spesa in un mercato che non è il tuo.
Noti pure se le mele sono messe in ordine alfabetico e se i sacchetti frutta e verdura sono da ricaricare o meno.
Oppure ti accorgi che alcune corsie sono da scartonare, o come il bancale con le offerte sarebbe stato meglio in un altro punto del negozio.
E, la peggiore, quanto la tua collega in cassa abbia la tua stessa espressione da 'Spero il mondo si estiga presto' e le fai un sorriso compassionevole, cercando di essere con lei il più gentile possibile, e
spiegandole che alla fine condividete lo stesso dolore, cosa che allora la farà tornare un essere umano e comincierete a chiacchierare come se vi conosceste da 100 anni.
Ma la cosa più divertente, è quando ti scambiano per un lavoratore del detto mercato, e cominicano  achieder a te informazioni su dove si trova la roba.
" Signorina mi scusi ma le uova?"
"Guardi non lavoro qui, ma provi la corsia laggiù"
"Alla prossima allora"
E se ne vanno lasciandoti basita, a chiederti se hai tatuato in faccia il fatto di essere una cassiera u.u
Ovviamente la prima regola di una commessa è anche: mai andare a fare la spesa nel proprio mercato durante il vostro giorno libero.
Perchè non ne uscireste vivi.
Perchè nonostante non indossiate la vostra divisa ma siate voi quella dietro il carrello, nonostante abbiate un sorriso smagliante che indica che non siete in servizio, e teniate in mano la lista della spesa, ci sarà sempre, l'immancabile demente che vi si avvicinerà di soppiatto, vi scruterà riconoscendovi, e con fare sospettoso domanderà:
" Signorina, non è che poi apre un'altra cassa??"





E purtroppo non è uno scherzo.....

3/27/20

Diario di Una Cassiera Disagiata #14

"Noi Cassiere vediamo cose, che voi umani non potete neanche immaginare"

E purtroppo è prorpio vero.
Come il signore che vedi entrare in negozio con il carrellino per la spersa di un altro supermercato.
E no, non sto parlando dei carrellini personale, Ma di quelli piccini, che solitamente uno trova all'entarra di un supermercato oppure dietro le casse.
Oppure il tizio che pur di non prenderlo, si infila la spesa pure tra le chiappe.
Insomma, la vairetà di avvenimenti decisamente assurdi della quale
siamo spettatrici, potrebbe creare disagi gravi a chiunque.
Come quella volta in cui due clienti cominciaro a litigare in coda per chi dovesse pagare la spesa.
Ho il tizio che ti prende come parcogiochi, ed entra liberando i poveri bambini come fossero cani al guinzaglio, urlandogli dietro "mi raccomando non correte!"
Ne si vedono davvero delle belle a volte!
Come la signora con il coniglio in corsia.
Ma lei è perdonata.
Non si può resistere ad un batuffolo simile!!
Ma altri, bè, vincono l'oscar.
Prendi il tipo che entra, si guarda in torno furtivo, prende un paio di volantini, e fugge come se lo stesse inseguendo un dissennatore, lasciandoti perplessa, visto che quelli sono li apposta per i clienti.



A volte ti chiedi che disagio abbiano anche loro....